CUCINANZA
11/08/2020
9/21/2017
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8/16/2013
La melissa fa bene
Qualche preoccupazione di troppo e lo stomaco ne risente: fatichiamo a digerire, bruciori e acidità ci assalgono, avvertiamo nausea, dobbiamo convivere con crampi e senso di pesantezza. In caso di somatizzazioni viscerali dell’ansia, Melissa officinalis è ciò che fa per noi.
La melissa (Melissa officinalis) è una risorsa fitoterapica in grado di dare efficacemente sollievo nei disturbi del tratto gatrointestinale, soprattutto se di origine nervosa.
Le profumatissime foglie di questa pianta erbacea – se le si strofina sulle mani lasciano un gradevole aroma di limone – contengono un olio essenziale ricco di citrale e citronellale, ma anche polifenoli (tra cui l'acido rosmarinico) e flavonoidi (quali l’apigenina), che hanno una provata azione sedativa, antispasmodica e miorilassante.
Quando l’agitazione si ripercuote sulla delicata fisiologia gastrointestinale, chiudendo la bocca dello stomaco, togliendo l'appetito e provocando dolori e bruciori, la melissa interviene calmando le contrazioni della muscolatura liscia e agevolando i processi digestivi.
La melissa ha inoltre un potere carminativo: favorisce cioè l’eliminazione del gas accumulatosi nel tubo digerente, correggendo il meteorismo (la "pancia gonfia") e rappresentando un aiuto nella sindrome del colon irritabile.
Anche il mal di testa dovuto a cattiva digestione beneficia delle proprietà di Melissa officinalis.
Non è tutto: le qualità calmanti di questa pianta agiscono sulla tachicardia funzionale, riportando al giusto ritmo il battito del cuore, che ansia, nervosismo, irrequietezza e cattivi pensieri tendono ad accelerare.
La posologia standard della melissa è di 2-3 compresse di estratto secco, meglio ancora se titolate in acido rosmarinico almeno al 2%, da assumere un paio di volte al giorno.
Per quel che riguarda le principali controindicazioni della melissa, una certa cautela deve essere posta da persone con problemi tiroidei - specie in caso di ipotiroidismo - e in cura con farmaci per la tiroide, per le possibili interazioni con i costituenti principali della pianta, soprattutto se ad alti dosaggi.
La melissa (Melissa officinalis) è una risorsa fitoterapica in grado di dare efficacemente sollievo nei disturbi del tratto gatrointestinale, soprattutto se di origine nervosa.
Le profumatissime foglie di questa pianta erbacea – se le si strofina sulle mani lasciano un gradevole aroma di limone – contengono un olio essenziale ricco di citrale e citronellale, ma anche polifenoli (tra cui l'acido rosmarinico) e flavonoidi (quali l’apigenina), che hanno una provata azione sedativa, antispasmodica e miorilassante.
Quando l’agitazione si ripercuote sulla delicata fisiologia gastrointestinale, chiudendo la bocca dello stomaco, togliendo l'appetito e provocando dolori e bruciori, la melissa interviene calmando le contrazioni della muscolatura liscia e agevolando i processi digestivi.
La melissa ha inoltre un potere carminativo: favorisce cioè l’eliminazione del gas accumulatosi nel tubo digerente, correggendo il meteorismo (la "pancia gonfia") e rappresentando un aiuto nella sindrome del colon irritabile.
Anche il mal di testa dovuto a cattiva digestione beneficia delle proprietà di Melissa officinalis.
Non è tutto: le qualità calmanti di questa pianta agiscono sulla tachicardia funzionale, riportando al giusto ritmo il battito del cuore, che ansia, nervosismo, irrequietezza e cattivi pensieri tendono ad accelerare.
La posologia standard della melissa è di 2-3 compresse di estratto secco, meglio ancora se titolate in acido rosmarinico almeno al 2%, da assumere un paio di volte al giorno.
Per quel che riguarda le principali controindicazioni della melissa, una certa cautela deve essere posta da persone con problemi tiroidei - specie in caso di ipotiroidismo - e in cura con farmaci per la tiroide, per le possibili interazioni con i costituenti principali della pianta, soprattutto se ad alti dosaggi.
7/14/2013
La bandera- Marcia o muori
Film 1977.
Subito dopo la prima guerra mondiale, durante gli anni venti, Il maggiore dell'esercito statunitense William Sharman Foster, reduce americano delle battaglie in Europa si arruola nella legione straniera francese dopo aver visto gli orrori delle trincee a Verdun, e viene messo a comando di un battaglione di legionari destinati alla protezione di un gruppo di archeologi inviati in Marocco alla ricerca, in pieno deserto, della tomba dell'Angelo del Deserto, alla cui testa è il dottor François Marneau, e minacciati dal rivoluzionario beduino El-Krim e dalle tribù nomadi riunite sotto di lui.
Tra questi legionari è arruolato Marco Segrain, che intrattiene una relazione con l'unica donna francese imbarcata sulla stessa nave che lo ha portato nel paese africano, M.me Simone Picard.
Subito dopo la prima guerra mondiale, durante gli anni venti, Il maggiore dell'esercito statunitense William Sharman Foster, reduce americano delle battaglie in Europa si arruola nella legione straniera francese dopo aver visto gli orrori delle trincee a Verdun, e viene messo a comando di un battaglione di legionari destinati alla protezione di un gruppo di archeologi inviati in Marocco alla ricerca, in pieno deserto, della tomba dell'Angelo del Deserto, alla cui testa è il dottor François Marneau, e minacciati dal rivoluzionario beduino El-Krim e dalle tribù nomadi riunite sotto di lui.
Tra questi legionari è arruolato Marco Segrain, che intrattiene una relazione con l'unica donna francese imbarcata sulla stessa nave che lo ha portato nel paese africano, M.me Simone Picard.
I legionari partono e si recano nel deserto scortando gli archeologi, che scopriranno la tomba e ne estrarranno il sarcofago dell'Angelo del Deserto. Foster comprende che quelle reliquia è troppo importante per i beduini e, dopo aver imprigionato gli archeologi, si reca al campo di El Krim e la offre loro in segno di pace. El Krim la accetta, questa è però è anche l'occasione ideale per lui di unire le tribù definitivamente contro gli uomini della Legione Straniera, per mezzo della quale la Francia depreda il Marocco dei suoi tesori artistici.
Le tribù nomadi attaccano l'accampamento e fanno strage di legionari. Durante la battaglia muore eroicamente lo stesso Maggiore Foster mentre assieme a Segrain tenta di abbattere alcuni cavalieri lanciati verso l'accampamento e che sicuramente avrebbero sfondato le difese dello stesso. El Krim, visto cadere il capo avversario, ferma l'attacco, rende onore al nemico e lascia tornare a casa i pochi superstiti del battaglione, una decina in tutto affinché possano tornare, testimoniare dell'accaduto e quindi far capire ai francesi di star lontani.
Segrain può tornare alla base da M.me Picard, che nel frattempo si è adoperata per farlo tornare con sé in Francia, ma egli ha cambiato idea e resterà nella legione per onorare la memoria dei compagni caduti per mano dei beduini.
5/16/2013
Spaghetti alla carbonara
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Ingredienti per 2 persone
- 200 gr. di spaghetti
- 140 gr. di guanciale
- 40 gr. di pecorino
- 1 uovo
- 1 tuorlo
- abbondante pepe nero
Procedimento
Mettete a bollire l'acqua per la pasta. Prendete il guanciale, togliete la cotenna e tagliatelo prima a fettine, poi a listarelle e infine a rettangolini. Mettete il guanciale tagliato in un tegame antiaderente senza olio e fatelo cuocere lentamente a fiamma medio bassa fino a quando il grasso non sarà diventato trasparente. Quindi aumentate la fiamma e fatelo saltare qualche minuto per farlo diventare croccante.
In una ciotola capiente sbattete l'uovo, i tuorlo e unite la metà del pecorino e abbondante pepe nero tritato al momento.
Quando sarà tutto pronto mettete a cuocere gli spaghetti, salate l'acqua e appena saranno pronti (ben al dente) scolateli (conservando un po' di acqua) e tuffateli immediatamente nella ciotola con le uova rigirando velocemente.
Unite infine il guanciale (ben caldo) e l'olio che lo stesso avrà tirato fuori e rigirate ancora.
Se occorre unite un po' di acqua di cottura (a me non è servita).
Impiattate immediatamente gli spaghetti alla carbonara completando i piatti con altro pepe e il pecorino rimasto.
Il video dimostra che è possibile amalgamare il tutto in padella, facendo attenzione ad evitare l'effetto frittata.
Ingredienti per 2 persone
- 200 gr. di spaghetti
- 140 gr. di guanciale
- 40 gr. di pecorino
- 1 uovo
- 1 tuorlo
- abbondante pepe nero
Procedimento
Mettete a bollire l'acqua per la pasta. Prendete il guanciale, togliete la cotenna e tagliatelo prima a fettine, poi a listarelle e infine a rettangolini. Mettete il guanciale tagliato in un tegame antiaderente senza olio e fatelo cuocere lentamente a fiamma medio bassa fino a quando il grasso non sarà diventato trasparente. Quindi aumentate la fiamma e fatelo saltare qualche minuto per farlo diventare croccante.
In una ciotola capiente sbattete l'uovo, i tuorlo e unite la metà del pecorino e abbondante pepe nero tritato al momento.
Quando sarà tutto pronto mettete a cuocere gli spaghetti, salate l'acqua e appena saranno pronti (ben al dente) scolateli (conservando un po' di acqua) e tuffateli immediatamente nella ciotola con le uova rigirando velocemente.
Unite infine il guanciale (ben caldo) e l'olio che lo stesso avrà tirato fuori e rigirate ancora.
Se occorre unite un po' di acqua di cottura (a me non è servita).
Impiattate immediatamente gli spaghetti alla carbonara completando i piatti con altro pepe e il pecorino rimasto.
Il video dimostra che è possibile amalgamare il tutto in padella, facendo attenzione ad evitare l'effetto frittata.
Il video dimostra che è possibile amalgamare il tutto in padella, facendo attenzione ad evitare l'effetto frittata.
5/12/2013
Bignè
INGREDIENTI
Zucchero 1 cucchiaino (per preparazioni dolci)
Acqua 200 ml
Sale 1 pizzico
Burro 100 gr
Uova
4 medie (TEMPERATURA AMBIENTE)
Farina
130 grammi
Preparazione:
Mettete sul fuoco in una casseruola l'acqua, il burro a pezzetti, un pizzico di sale e portate ad ebollizione.
Togliete dal fuoco e versate in un sol colpo la farina setacciata, mescolando energicamente con un cucchiaio di legno.
Rimettete qualche minuto sul fuoco, fino a quando il composto si staccherà dai bordi formando una palla, sempre mescolando.
Togliete dal fuoco, ponete l'impasto in scodella e fatelo intiepidire, incorporatevi uno alla volta le uova, fino ad avere un composto omogeneo.
Foderate la placca del forno con carta oleata.
Usate una sacca per preparare dei piccoli panetti e cuocete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti, o comunque fino a cottura.
Per ottenere dei bignè croccanti è consigliabile tenere il forno leggermente aperto (proprio una fessura), in modo da evitare il formarsi d'umidità.
Se volete bignè dolci, potete riempirli di crema pasticcera o panna con la siringa per dolci, oppure, se volete bignè salati con la mousse al prosciutto, al tonno ecc, tagliateli a metà con un coltello (oppure utlizzate un sac a poche con bocchetta liscia) e richiudeteli dopo averli riempiti con la farcitura.
3/20/2013
Pan di spagna
Ingredienti
- 150 g di farina
- 200 g di zucchero
- 6 uova
- lievito per dolci
Prepariamo il forno ben caldo a 180 °C. Lavoriamo le uova e lo zucchero nella planetaria o nello sbattitore. Il composto deve diventare il doppio del proprio volume iniziale. Le uova devono essere a temperatura ambiente e la bacinella che contiene il composto tiepida. Questo è il segreto per un pan di spagna soffice ed alto. Setacciamo la farina e aggiuggiamo gradualmente. Non bisogna far sgonfiare il composto. Aggiungiamo lievito per dolci. L'impasto sarà pronto quando risulterà denso e composto. Tecnicamente i pasticcieri dicono "deve scrivere". Infatti dalle immagini si capice che l' impaato attaccato alle fruste scrive. Versiamo il composto in un contenitore inburrato ed infarinato, e alsciamo cuocere a 180 gradi per circa 30 minuti.
Lasciate per altri 5 minuti il pan di spagna a forno spento. Questo eviterà di farlo sgonfiare.
12/25/2012
(engulfing+) le candele giapponesi, pattern a 2 giorni, pattern dinversione, candlestick
Il pattern Engulfing si forma con due candele di colore completamente opposto.
Il corpo della seconda candela comprende intereamente quello della prima. Questo è una prerogativa importante perchè il pattern si realizzi. Questo pattern viene chiamato anche embracing perchè la seconda candela abbraccia completamente quella precedente (daki in giapponese). Un pattern Engulfing è simile all'occidentale "outside day".
Il corpo della seconda candela comprende intereamente quello della prima. Questo è una prerogativa importante perchè il pattern si realizzi. Questo pattern viene chiamato anche embracing perchè la seconda candela abbraccia completamente quella precedente (daki in giapponese). Un pattern Engulfing è simile all'occidentale "outside day".
Nel caso specifico (engulfing+), il pattern si deve sviluppare dopo un dowtrend. La prima candela deve essere nera e quindi riflettere l'andamento negativo. La seconda, che abbraccia completamente la prima, deve essere bianca e preannunciare una ripresa dei prezzi. Per gli americani è importante che il pattern si sviluppi sotto la media esponenziale a 9 periodi. Nel video la penna posizionata sul grafico indica la media esponenziale a 9 periodi.
Nella sezione titoli sotto la lente , trovi indicazioni di una certa importanza per operare su titoli del listino Italiano. Cucinanza è al 90% di successo.
N.B.: l'autore non ha nessuna competenza in campo finanziario
Nella sezione titoli sotto la lente , trovi indicazioni di una certa importanza per operare su titoli del listino Italiano. Cucinanza è al 90% di successo.
N.B.: l'autore non ha nessuna competenza in campo finanziario
12/17/2012
(belt hold +) Le candele giapponesi, pattern d'inversione/ pattern ad un giorno/ the candlestick
Le candele Belt Hold sono candele Marubozu. La Belt Hold rialzista non è altro che una candela bianca (positiva) Marubozu in apertura che si sviluppa dopo un potente dowtrend. Per gli Americani è importante che sia sotto una media esponenziale a 9 periodi, come indica la linea tratteggiata ( appunto la media mobile a 9 periodi). Quindi la Belt Hold è un pattern d'inversione, e quella presa in esame è rialzista. La caratteristica di queste candele è che manca una delle due code (oppure ombre). La candela Belt Hold apre sul minimo della giornata e quindi non ha la coda inferiore, in quanto il minimo corrisponde con l'apertura. Questa candela può rappresentare la prima candela di altri pattern più complessi.
Cucinanza per operare ha una sezione adeguata: titoli sotto la lente.
Siamo al 90% di riuscita.
N:B.: l'autore non ha nessuna competenza in campo finanziario.
12/10/2012
Le candele giapponesi (hanging man) pattern ad un giorno/ pattern d'inversione
"Vai alla sezione titoli sotto la lente per trovare indicazioni esplicite sull'acquisto di titoli Italiani.
SIAMO AL 90% DI RIUSCITA.
SIAMO AL 90% DI RIUSCITA.
Un hanging man (impiccato) si trova solitamente su un massimo o in uptrend. Perchè si crei un hanging man, bisogna che il prezzo durante la giornata oscilli. poi deve chiudere bruscamente verso il massimo.
Questo andamento del prezzo determina la lunga coda del pattern, che deve essere almeno tre volte più lunga del corpo. Come filtro gli americani usano che esso si sviluppi sopra la media mobile esponenziale a 9 giorni. Se il giorno successivo il prezzo aprisse su un livello più basso, allora molti trader potrebbero operare a ribasso.
Questa candela ricorda un uomo impiccato, appunto sopra la media mobile a 9 giorni.
N.B.: l'autore non ha nessuna competenza in campo finanziario
N.B.: l'autore non ha nessuna competenza in campo finanziario
12/09/2012
le candele giapponesi (hammer) pattern ad un giorno/pattern d'inversione
L'Hammer (martello) si sviluppa dopo un trend ribassista. Il colore della candela non è importante. La coda inferiore deve essere più lunga della candela almeno tre volte. Questa candela non deve avere la coda superiore.
Quindi questa candela ha una lunga coda inferiore e e il corpo collocato verso il massimo del giorno.Segnala una brusca frenata dei movimenti ribassisti. E' definito un pattern d'inversione.
Vai alla sezione titoli sotto la lente per avere indicazioni sull'acquisto di titoli italiani.
Cucinanza ha un successo al 90% di successo.
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Cucinanza ha un successo al 90% di successo.
11/28/2012
11/27/2012
Crocchè con fiocchi di patate
Ingredienti per l'impasto:
1 litro d'acqua
600 fiocchi di patate
200 grammi di burro
20 grammi di sale
2 uova prezzemolo tritato pepe macinato
300 grammi prosciutto cotto
Ingredienti per l'impanatura
3 uova 200 ml acqua
300 grammi pane grattugiato.
Esecuzione:
Se non avete l’impastatrice non è un problema. Le dosi consigliate si possono effettuare anche a mano. Altrimenti si può usare un robot da cucina classico. Bollite l’acqua con il burro ed il sale. Arrivata ad ebollizione, aggiungete i fiocchi di patate. Cominciate ad amalgamare con un mestolo di legno. Aggiungete il prosciutto cotto, il prezzemolo, il pepe e le uova. Girate continuamente con il mestolo perché l’impasto è ancora caldo. Versate l’impasto sul banco da lavoro. L’impasto si deve raffreddare. Aggiungete altro prezzemolo e pepe. Fate con le mani delle forme come salsiccia. La grandezza la scegliete voi. Bagnatevi le mani con acqua tiepida in modo che l’impasto non si attacchi.
IMPANATURA: Sbattete 2 uova e poi versate i 200 ml d’acqua.Mescolate energicamente di nuovo. Immergete i crocchè nelle uova e poi nel pane grattuggiato. Friggete in olio di semi a temperatura abbastanza alta. Per una frittura perfetta, non eccedete con il numero di crocchè. Insomma friggetene massimo tre per volta.
Ristorante Kudos
Cava dei Tirreni
Italia
11/13/2012
Vaso senza fiori
Questo vaso è rimasto senza fiori.
Cappello senza testa
Questo cappello è stato lasciato senza testa.
11/12/2012
Auto al buio
Queste auto sono rimaste al buio tutta la notte.
Ristorante Maristella
Un servizio ed un banchetto semplicemente fantastico
Ristorante Maristella
Via Lettere
Sant’Antonio Abate (NA)
tel. 0818796031
fax. 0818735792
www.ristorantemaristella.it
info@ristorantemaristella.it
11/11/2012
Marinatura della carne, marinate the meat, marinar a carne, mariner la viande
Uno dei problemi più importanti quando si la vora la carne è quello della durezza una volta cotta. Per questo motivo vi presentiamo una marinatura semplice, ma molto efficace.
Dosi per 1 kg di carne: 1 bicchiere di birra bionda. 2 bicchieri d'olio di semi. mezzo limone. 1 cucchiaio di aceto. sale quanto basta. Versate tutti gli ingredienti sulla carne e lasciatela marinare per ventiquattro ore in frigo. La carne predera un colore marrone, che significherà che la marinatura è avvenuta con successo. Durante le ventiquattro ore girate la carne più volte.
Dosi per 1 kg di carne: 1 bicchiere di birra bionda. 2 bicchieri d'olio di semi. mezzo limone. 1 cucchiaio di aceto. sale quanto basta. Versate tutti gli ingredienti sulla carne e lasciatela marinare per ventiquattro ore in frigo. La carne predera un colore marrone, che significherà che la marinatura è avvenuta con successo. Durante le ventiquattro ore girate la carne più volte.
Ristorante Kudos, Cava dei Tirreni / Italian restaurant
SPECIALITA' REGIONALI, LIVE MUSIC, ROSTICCERIA E PIZZERIA
Ristorante Kudos
Via Umberto Mandoli, 7 - 84013 - Cava de' Tirreni - SA
089 349456
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